CARATTERISTICHE            PDF

 

Il cotto dall'antichità ad oggi ha sempre avuto una grande molteplicità di impieghi, grazie alla sua resistenza ed al fatto che può essere considerato un materiale "vivo", che respira. Attualmente il cotto sta vivendo una seconda giovinezza soprattutto come materiale per pavimentazioni: si può tranquillamente affermare che la maggior parte delle nuove costruzioni e delle ristrutturazioni prevedono almeno parte della pavimentazione in cotto. Ed è proprio una delle

sue caratteristiche più apprezzabili, e cioè il fatto che è un materiale poroso e che respira, a creare i maggiori inconvenienti a chi ne vuol godere la bellezza ed il calore.

Si tratta infatti di un materiale che assorbe con estrema facilità gocce di olio, di vino, di salse e sughi vari. Si tratta di un materiale che resta perennemente macchiato anche da un semplice mozzicone di sigaretta calpestato.

Per ovviare a questo problema da sempre i posatori ed i produttori di materiali in cotto consigliano di effettuare il tradizionale trattamento all'olio di lino.

Si tratta di stendere dell'olio di lino crudo sul cotto già ben pulito e spazzolato. L'olio di lino è difficile da stendere; può presentare a lavoro ultimato delle fiammature e delle striature e soprattutto mantiene una permeabilità residua che non preserva il pavimento da tutti i possibili prodotti macchianti.

Oltre all'olio di lino è necessario effettuare poi un trattamento con cere particolari. Ci sono dei tempi e delle modalità ben precise da rispettare e si tratta comunque di trattamenti non definitivi, ma che vanno ripetuti periodicamente in quanto i prodotti applicati nel tempo si deteriorano, evaporano o comunque perdono la loro efficacia.

Ultimamente si è assistito all'immissione sul mercato di numerosi prodotti sintetici, che avrebbero dovuto risolvere definitivamente il problema impermeabilizzando il pavimento ed eliminando quindi il trattamento con olio di lino. I risultati per molti di questi prodotti non sono stati eccezionali.

Si trovano plastificanti che assolvono egregiamente il loro compito, ma che presentano una difficoltà di applicazione notevole e comunque l'intervento di manodopera specializzata.

Altri prodotti in commercio formano un film assolutamente impermeabile e richiedono di conseguenza che nelle piastrelle di cotto non sia rimasto il benchè minimo residuo di umidità. Considerando che si tratta di una condizione praticamente irrealizzabile si avrà dopo un po' di tempo lo scollamento della pellicola con i risultati che tutti possiamo immaginare.

E' stata la risoluzione di questi problemi che ha guidato le nostre ricerche per giungere alla formulazione del prodotto

KEMPRO CT

resina acrilica per il trattamento del cotto

Facilità di applicazione. Il KEMPRO CT può essere applicato da chiunque, utilizzando un normale pennello grande, oppure un rullo. 

Dosaggio automatico.  Non è necessario effettuare calcoli complessi e perlopiù arbitrari: sarà il pavimento stesso a rifiutare il prodotto in eccesso.

Durata. Un pavimento in cotto richiede un solo trattamento. Non sono necessarie rinfrescature o ulteriori applicazioni se non dopo diversi anni.

Resistenza completa. Escludendo naturalmente alcuni tipi di solventi particolari, che d'altro canto troveremmo solo in laboratori ed industrie chimiche, si può affermare che il trattamento con KEMPRO CT resiste praticamente a tutto.

 COME APPLICARE IL KEMPRO CT

Le modalità ed i tempi sono molto importanti. E' facile, per troppa fretta o faciloneria, vanificare il lavoro e soprattutto rovinare irrimediabilmente un bel pavimento.

1) E' opportuno iniziare il trattamento almeno 30-40 giorni dopo la posa delle piastrelle. In questo periodo, che nei mesi invernali dovrà essere quasi raddoppiato, sarà conveniente aerare bene i locali per consentire di eliminare la maggior quantità possibile di umidità.

2) Una fase molto importante riguarda la pulizia del pavimento. Dopo una pulizia preliminare con una scopa, il più possibile dura per asportare la maggior quantità di detriti, si consiglia di effettuare un lavaggio con una soluzione al 20% di FLOOR C. Si versa la soluzione sul pavimento, dopo averlo abbondantemente bagnato, si strofina con uno spazzolone e si lascia agire per 10-15 minuti. Si torna a spazzolare con lo spazzolone e, sulle fughe, con una spazzola d'acciaio.

E' molto importante, terminata la disincrostazione, procedere ad un abbondante risciacquo con acqua pulita per allontanare lo sporco ed i residui del detergente. I risultati migliori si ottengono, in questa fase, utilizzando un aspiraliquidi che consente di ottenere buoni risultati in breve tempo.

L'eliminazione completa delle incrostazioni e delle efflorescenze la noteremo solo a pavimento asciutto. Sarà quindi necessario aspettare l’asciugatura prima di decidere se passare alla fase successiva o se ripetere la pulizia.

In alcuni casi le efflorescenze biancastre ricompaiono anche dopo 10-15 giorni e sarebbe pertanto consigliabile poter attendere  tale periodo prima di procedere alla stesura della resina.

3) Stesura della resina. E' forse l'operazione più semplice in quanto prevede come attrezzatura un pennello grande o anche un rullo a pelo corto; come operatività nient'altro che la stesura il più uniformemente possibile, del KEMPRO CT sul pavimento, tenendo presente di applicarne la minor quantità possibile: anche con materiale molto poroso devono essere sufficienti 30-40 grammi di prodotto per metro quadrato.

Fare attenzione inoltre che non restino striature o goccioline che, una volta asciugata la resina, apparirebbero biancastre e non trasparenti.

L'assorbimento di questa prima mano di prodotto sarà praticamente immediata, per cui, ultimato un locale, sarà già possibile riprendere il lavoro per applicare la seconda mano. Solo nei mesi invernali potrà essere necessario attendere qualche ora e comunque la cosa sarà evidenziata dallo stato stesso del pavimento che si presenterà "secco" ed "asciutto".

Sempre con lo stesso criterio si valuterà se sarà necessario applicare una terza mano. La cosa più importante da tener presente è che quando il pavimento è trattato nella giusta misura, si rileverà semplicemente dal fatto che le piastrelle non "ricevono" più altro prodotto.

Durante tutta questa operazione la quantità di prodotto  che viene utilizzata non supera in genere i 100-120 grammi per m2. Considerando le innumerevoli qualità di cotto attualmente in commercio non è purtroppo possibile essere più precisi: si possono ottenere ottimi risultati già con 50 grammi di prodotto per metro su di un certo tipo di pavimento e possono essere appena sufficienti 100 grammi su di un altro.

Il trattamento completo a questo punto è terminato e non appena il pavimento è asciutto può essere tranquillamente utilizzato.

MANUTENZIONE

Per la normale manutenzione del pavimento sarà in seguito sufficiente usare uno strofinaccio imbevuto di FLOOR WAX, diluita (3 bicchieri di cera in 5 litri d'acqua) ed eventualmente, a pavimento asciutto, passare la lucidatrice.

In caso di macchie e sporco più resistente, si può effettuare un lavaggio con un buon detergente per pavimenti (FLOOR N, FLOOR B).

Il trattamento con KEMPRO CT è valido essenzialmente per gli interni, ma può essere utilizzato anche in esterno. Per quanto riguarda queste pavimentazioni riteniamo necessario però attirare l'attenzione sul fatto che il trattamento disincrostante non può essere mai considerato definitivo, in quanto le infiltrazioni di umidità, che poi trasportano i sali in superficie, sono evidentemente molto più frequenti e probabili e pertanto sarà necessario prevedere la ripetizione del trattamento con frequenza almeno biennale.

Una parziale soluzione del problema potrebbe essere quella di impermeabilizzare il retro delle piastrelle prima della posa e di utilizzare per le fughe una malta preparata con una soluzione di acqua e ARAM al 3%.

 

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